Brigata “Garibaldi” e la liberatoria pubblicata sul web. Esercito Italiano: “Iniziativa impropria”


La posizione, ufficiale, dell’Esercito Italiano espressa in seguito alla pubblicazione del servizio di Antonio De Marchi dal titolo “I nostri militari all’estero: ‘A loro rischio e pericolo’” su Il Fatto Quotidiano.

Esercito: immediatamente ordinato il ritiro della liberatoria

Roma, 18 ottobre. In merito all’articolo pubblicato questa mattina su “Il Fatto Quotidiano”, relativo ad una dichiarazione liberatoria fatta firmare ai soldati della Brigata Garibaldi a premessa del loro impiego in Teatro Operativo, si precisa che si tratta di un’iniziativa impropria in quanto né lo Stato Maggiore dell’Esercito né altri Comandi hanno mai dato disposizioni in tal senso.

Non esiste infatti alcun precedente riconducibile a questa casistica in quanto tale atto non rientra nelle direttive di approntamento emanate dallo Stato Maggiore dell’Esercito. Si tratta di un errore interpretativo a cui si è posto rimedio dando immediatamente l’ordine di cessare la distribuzione del “documento” al personale, e di ritirare quelli eventualmente già compilati e sottoscritti.

Peraltro, i militari in missione sono edotti sia durante la fase di approntamento (a cura del reparto interessato) sia nella fase di “in processing” all’atto dell’arrivo in Teatro Operativo (a cura di personale del contingente) delle precauzioni e dei comportamenti da adottare in missione.

La Forza Armata, oltre ad avviare il necessario approfondimento d’indagine interno, sta procedendo alla valutazione/adozione dei necessari provvedimenti nei confronti del personale responsabile.

[Nota stampa a cura di: SME – Ufficio Pubblica Informazione e Comunicazione]



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