troppo complicata la gestione degli stipendi


Quanto sta succedendo a 14mila soldati dell’Esercito italiano ha del paradossale: come riportato da Grnet.it, infatti, circa 1 militare su 5 negli ultimi mesi ha subito degli errori contabili con conseguenze negative sia per la dichiarazione dei redditi che per gli arretrati.

Nel dettaglio, questi 14mila militari hanno ricevuto per la terza volta consecutiva un CUD errato. Una questione talmente grave da far scomodare sia lo Stato Maggiore dell’Esercito – il quale ha inviato una comunicazione agli interessati invitandoli a rivolgersi ad un CAF o ad un commercialista per modificare l’ultima dichiarazione dei redditi presentata al fine di evitare contenziosi con il Fisco – che il Ministero della Difesa, il quale nelle ultime ore ha pubblicato il seguente Tweet in difesa dei militari:

Il Ministro della Difesa, Elisabetta Trenta, quindi si è mossa personalmente per chiedere un intervento immediato affinché la posizione retributiva dei militari interessati venga regolarizzata al più presto e senza oneri a loro carico.

C’è poi da segnalare quanto successo ad un “corposo numero di caporal maggiori”: questi nel ricevere gli arretrati per la promozione al grado superiore si sono visti applicare un’errata tassazione. Ciò ha provocato diverse conseguenze spiacevoli, come il dover pagare più tasse e la perdita del bonus Renzi di 80€ mensili.

A tal proposito è interessante capire qual è la causa di questi errori e perché questa situazione riguarda esclusivamente l’Esercito italiano e non il resto delle Forze Armate e di Polizia visto che in ogni caso, ad eccezione dell’Arma dei Carabinieri, la gestione degli stipendi è in mano a NoiPA.

Ebbene, a quanto pare in questo caso la colpa non è di NoiPa ma di un software utilizzato dall’Esercito che si occupa della gestione economica del personale.

Stipendi sbagliati per 1 militare su 5: qual è la causa?

Per capire quali sono le motivazioni che si celano dietro agli errori di questi ultimi mesi bisogna fare chiarezza su come funziona la gestione economica e stipendiale del personale militare in servizio per l’Esercito italiano.

Ad occuparsi di tutto ciò che riguarda il personale – dalle armi al trattamento economico – è un software prodotto da S3log, consorzio formato da Leonardo-Finmeccanica S.p.A. e Vitrociset S.p.A. chiamato SIGE (acronimo di Sistema Informativo Gestionale dell’Esercito). A quanto pare è proprio a questo software che bisogna imputare gli errori riscontrati su CUD e stipendi di circa 14mila militari poiché questo non sarebbe compatibile con il BDUS, ossia la banca dati unica stipendiale dalla quale NoiPA preleva i dati per procedere con il calcolo degli stipendi.

Ogni comparto delle Forze Armate, infatti, inserisce i dati (ad esempio per segnalare il pagamento degli straordinari) all’interno del BDUS il quale essendo strettamente legato a NoiPA, di cui ne segue anche gli aggiornamenti tecnici, non ha problemi nell’inviare i dati nella maniera corretta.

Nel caso dell’Esercito italiano, però, prima che i dati finiscano nel BDUS c’è un altro passaggio da considerare: i dati inseriti dall’ufficio amministrativo di competenza, infatti, non vanno subito nel BDUS ma passano prima nel CUSE (Centro Unico Stipendiale dell’Esercito) il quale dopo averli convalidati li invia alla banca dati unica utilizzando il software SIGE.

Un procedimento articolato reso ancora più complesso dal fatto che il software SIGE e quello del BDUS non sono compatibili tra di loro costringendo il personale incaricato a provvedere con degli aggiustamenti che in alcuni casi possono portare a degli errori con conseguenze negative per gli stipendi dei militari. Pensate, ad esempio, che nel SIGE non si riesce ad inserire una stringa di linguaggio per gli assegni familiari e ciò fa sì che da circa 11 mesi molti militari non li percepiscono regolarmente.

Una situazione che potrebbe persino peggiorare con il passare del tempo visto che mentre NoiPA – e di conseguenza il sistema BDUS – verrà aggiornato, il SIGE continuerà a disporre di una tecnologia arretrata rendendo ancora più impossibile la comunicazione tra i due sistemi.

Insomma, anche se il Ministro della Difesa ha chiesto una soluzione immediata per risolvere la situazione degli oltre 14mila militari, sarà necessario risolvere il problema in maniera strutturale facendo in modo che gli errori riscontrati in queste settimane non si verifichino più.





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