Calcagni dal 2 settembre in tour per la vita da Lecce a Roma



01 settembre 2018




In tour per la vita da Lecce a Roma. Quella vita che Carlo Calcagni alimenta ogni giorno grazie a una forza – soprattutto interiore- straordinaria per andare oltre la malattia che gli ha devastato gli organi vitali e lo costringe pertanto a terapie quotidiane rigidissime. Lui non solo (si fa per dire) le sopporta, ma si alza al mattino, spesso dopo notti insonni dai dolori e con il respiratore polmonare attaccato, con l’obiettivo di essere da esempio .

Un, “il” messaggio che vuole veicolare a tutti, servitore della patria qual è: “Lo Stato siamo noi, siamo cittadini” dice in un tratto del douc-film sulla sua vita realizzato dal regista di Ability Channel Michelangelo Gratton. Colonnello del Ruolo d’Onore dell’Esercito Italiano, Carlo continua la sua missione. Lungo le tappe del tour porterà con sé il suo motto: Mai arrendersi!

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LE TAPPE Partito da Lecce domenica 2 settembre, arriverà a Roma l’11 settembre col suo triciclo “volante”. Ecco le tappe: 2 settembre: Partenza da Lecce; 3 settembre: Pontecagnano Faiano (SA); 5 settembre: Incontro con la cittadinanza di Pozzuoli, Marano, Villaricca, Giugliano; 6 settembre: Comune Mugnano di Napoli; 7 settembre: Comune di Napoli; 8 settembre: Comune di Quarto (NA); 9 settembre: Comune di Qualiano (NA); 10 settembre: Città dell’Atleta, Formia (LT); 11 settembre mattina: Camera dei Deputati Roma – “Mi accoglierà il Presidente della Camera e sarà proiettato il docu-film Io sono il Colonnello” -; 11 settembre sera ASI Nazionale, al Reale Circolo Canottieri Tevere Remo, Roma.

L’obiettivo è sensibilizzare sulla disabilità e sull’importanza dello sport per la disabilità – dice Carlo -. Portando agli occhi di tutti la fatica e la sofferenza, voglio toccare il cuore delle persone e dire che tutti possono farcela. Per tutto il tour porterò con me il bracciale di Gaetano (malato di SLA, ndr) con grande orgoglio. Non esistono limiti, queli sono solo nella nostra testa. Poi, certo, la burocrazia è un ostacolo continuo, ma la nostra forza di volontà va oltre”.

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PRONTI VIA “Se dovessi augurarmi qualcosa sceglierei di augurarmi un tempo dedicato ad ascoltare parole e silenzi per sentire la voce della mia vita e quella degli altri – ha detto Carlo prima del via -. Sceglierei di osservare con il cuore e la mente i tre tempi della vita: passato, presente e futuro per imparare dal mio ieri, per intensificare le emozioni del mio oggi, per costruire il mio domani che nessuno tranne Dio può conoscere e che avrà come fondamenta ciò che sino ad ora ho realizzato e sono divenuto. L’energia, la perseveranza, la passione per lo sport e l’amore di Patria mi guideranno e porteranno ad incontrare la gente che mi si avvicinerà anche solo per un saluto. Arriverò a Roma ospite in conferenza stampa presso la Camera dei Deputati ricco dei sorrisi e delle strette di mano di chi, come me, continua a credere che la voglia di vivere è sempre capace di superare le fragilità e la sofferenza. Che i valori di solidarietà, impegno e condivisione possano rinvigorire questo Paese e le sue nuove generazioni anche attraverso lo sport”.

OLTRE LA MALATTIA “L’essere “diversi”, portatori di una malattia che apre ferite profonde e crea scenari cupi sul nostro futuro, può divenire una prigione da cui si pensa di evadere solo lasciandosi andare poiché la propria fine sembra essere divenuta l’unica via di fuga ritenuta possibile. Eppure – prosegue Carlo – se riusciamo a non farci ingannare dagli spettri delle nostre paure, se riusciamo a colmare i nostri occhi col bagliore di ciò che ancora è possibile, la nostra via di fuga sarà tracciata dal desiderio di farcela. Quella subdola sfida che vuole mettere a dura prova il nostro corpo e la nostra mente non sarà più la nostra ultima prigione. Questo pensiero mi seguirà nel percorso che intraprendo carico di mille emozioni attraverso le città che vorranno accogliere me, la mia storia e soprattutto il messaggio del mio mai arrendersi. Vi porterò tutti con me per le strade in cui il mio triciclo volante vorrà accompagnarmi nei prossimi giorni, con la certezza di sapere che non solo solo, con la speranza di poter donare la bellezza della determinazione e di testimoniare con il mio esempio la volontà di chi non ha potuto scegliere di sottrarsi alla sofferenza ma ha deciso di non arrendersi mai”.

 

Alberto Francescut

 



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