Gasherbrum IV 60 anni dopo, la spedizione dell’Esercito presentata da Monti Sorgenti


“Rilanciare il fascino dell’alpinismo con la A maiuscola e rendere omaggio ad un’impresa tra le più grandi della storia dell’alpinismo italiano”. Ecco a cosa mira la spedizione organizzata dalla Scuola d’Alta Montagna dell’Esercito per tentare la prima ripetizione assoluta della cresta nord-est del Gasherbrum IV (7925 m). La spedizione, che partirà il 10 giugno e cade nell’anno del 60° anniversario dalla prima salita compiuta da Carlo Mauri e Walter Bonatti, è stata presentata ufficialmente ieri sera durante la serata di Monti Sorgenti all’Auditorium Casa dell’Economia di fronte a un pubblico numeroso ed entusiasta.
Monti Sorgenti prosegue il suo cammino di grande successo con l’edizione 2018, che negli ultimi giorni ha registrato il tutto esaurito sia a Palazzo Falck con la “Conversazione sul Sasso Cavallo” di giovedì 17 maggio con la serata di ieri dedicata al Gasherbrum IV presso l’Auditorium “Casa dell’Economia” della Camera di Commercio di Lecco in via Tonale.
“E’ un piacere straordinario condividere questo saluto alla spedizione diretta al GIV – ha detto Vincenzo Torti, presidente generale del CAI, presente in sala ieri sera -. Gli alpinisti saranno accompagnati dal nostro pensiero, stima, rispetto. Ricordino che l’eredità del Gasherbrum IV è qualcosa di estremamente vivo: sarebbe straordinario che fosse l’Esercito Italiano a doppiare il successo della spedizione CAI di 60 anni fa”.
“L’esercito crede molto nello sport di eccellenza e nell’alpinismo di eccellenza – ha detto Patrick Farcoz, Comandante del Reparto Attività Sportive Esercito –. La nostra formazione e i nostri valori sono il rispetto delle regole ma anche e soprattutto la libertà: la storia racconta come senza l’Esercito non si sarebbe potuta garantire la libertà che abbiamo oggi”.
Presenti in sala diverse personalità istituzionali tra cui il comandante dei Carabinieri della compagnia di Lecco Alessio Zanella.

Durante la serata è stata proiettata una sintesi del film “GIV Montagna di Luce” di Fosco Maraini che ha affascinato il pubblico in sala. I rappresentanti dell’Esercito hanno raccontato la storia e la preziosa attività formativa, sportiva e storica attuata dalla SMAM che rappresenta oggi la migliore espressione delle capacità tecniche dell’Esercito nell’alpinismo di alto livello. Ed è stato presentato il gruppo di alpinisti che partirà per il Pakistan: per l’Esercito il capospedizione Magg. Valerio Stella, e i caporalmaggiori Marco Majori, Maurizio Giordano e Marco Farina; come civile Daniele Bernasconi, Guida Alpina, geologo e membro dei Ragni di Lecco, uno dei più forti e più completi alpinisti a livello nazionale e internazionale.
“L’idea di provare a ripetere questo mitico spigolo nasce da Marco Farina – ha detto Marco Majori -. Ha postato la foto del G4 postata sul nostro gruppo di WhatsApp, un giorno di molti mesi fa, e ha fatto scattare una scintilla che è diventata prima fiamma e poi progetto. La via aperta dalla spedizione di Cassin nel 1958 è la cresta nord-est, una via di misto con passaggi fino al V grado su roccia nella cresta finale”.
“Non è semplice affrontare difficoltà tecniche a quelle quote – ha detto Daniele Bernasconi -. Ma tutto laggiù è difficile e duro. Il GIV è una montagna che mi è sempre piaciuta, credo sia davvero più complicata di altre visto che pochissimi sono arrivati sulla vetta principale e che non esiste una “via normale” per salire. Ho pensato molto se accettare l’invito e alla fine ho deciso di concedermelo: è dal 2013 che non vado in Karakorum. Quella zona è il concentrato di montagne più belle che abbia mai visto, c’è una quantità di cime, e quindi di sogni, che non basterebbero 10 vite per realizzare”.
“Il nostro gruppo ha come anima la passione per mete non convenzionali e affascinanti – ha detto ancora Majori -. Il GIV non è un 8000 per poche decine di metri ma forse è una fortuna: senza l’affollamento delle cime più famose, respireremo davvero l’alta montagna”.
All’Auditorium erano presenti tutti i componenti della spedizione tranne Marco Farina, attualmente in Nepal per un trekking. Il Coro ANA dell’Adda di Olginate ha accompagnato la serata con una serie di pezzi dedicati alla montagna. A fine serata gli alpinisti hanno ricevuto l’incisione di Bruno Biffi e il volume “Dove la parete strapiomba”, riedizione del primo libro di Riccardo Cassin, dalle mani di suo figlio Guido, presidente della Fondazione Cassin.
“Siamo orgogliosi che questa serata, nata un po’ per caso, sia diventata una delle serate di punta della manifestazione e un’occasione preziosa, oltre che per salutare la spedizione in partenza, per far conoscere una realtà importante e storica come la Sezione Militare di Alta Montagna dell’Esercito Italiano. Auguriamo il meglio e speriamo vivamente che ritornino con un risultato positivo” ha detto Alberto Pirovano, Presidente CAI Lecco, che ha presentato la serata.

Il Gasherbrum IV è situato nella catena montuosa del Karakorum, localizzata al confine tra Cina e Pakistan, nella regione del Gilgit-Baltistán. La prima ascensione alla vetta fu realizzata dalla seconda spedizione nazionale italiana in Karakorum (dopo quella del K2 nel 1954), organizzata nel 1958 dal Club Alpino Italiano. La spedizione, guidata da Riccardo Cassin, era composta dagli alpinisti Walter Bonatti, Carlo Mauri, Giuseppe de Francesch, Toni Gobbi, Giuseppe Oberto; dal medico Donato Zeni e dall’orientalista Fosco Maraini. Dopo alcuni tentativi andati a vuoto, il 6 agosto 1958 Walter Bonatti e Carlo Mauri riuscirono a raggiungere la vetta.

Il capospedizione Valerio Stella, classe 1979 di Aosta, è Ufficiale dell’Esercito Italiano e guida alpina con attività classica nei Gruppi del Monte Bianco, Monte Rosa e Dolomiti. Marco Farina, classe 1983 di Gressan (Aosta), guida alpina, è noto per le salite sulle Alpi soprattutto dal Monte Bianco al Cervino e per le spedizioni in tutto il mondo tra cui la prima traversata della catena Ellsworth con salita Monte Vinson 4897m in Antartide; Marco Majori, classe 1984 di Bormio (Sondrio) , guida alpina, vanta attività sulle Alpi e spedizioni in tutto il mondo tra cui la prima ripetizione italiana della via Gogna – parete nord del Cervino. Maurizio Giordano, classe 1986 di Cuneo, aspirante Guida Alpina dal 2016, ha svolto attività di rilievo sulle Alpi ed è alla sua prima esperienza extraeuropea.
Daniele Bernasconi, nato a Bellano nel 1971, ha salito tre ottomila senza ossigeno di cui uno, il Gasherbrum II, in prima assoluta dalla parete nord, in stile alpino, senza portatori e senza ossigeno. Eccellente su roccia (8b) e su ghiaccio, Bernasconi è stato anche presidente dei Ragni di Lecco.
Fonte Monti Sorgenti



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